Sul punto di licenziare al pubblico questo nuovo volume di traduzioni heiniane, mi vien fatto di domandarmi se quella che sto per compiere non è forse una cattiva azione. Un galantuomo, che ha che fare con la poesia, oggi com'oggi, deve star sempre con la paura d'avere le mani un po' sudice; perchè non mai come oggi l'arte di mettere insieme delle parole in forma e suono di versi si è dimostrata corruttrice ed infame. Questo fango che sale sale sale da certa letteratura, e specie da certa poesia, contemporanea, finisce col mettere in diffidenza anche le anime più tranquille, con eccitare lo schifo anche nella gente più di manica larga.