In epoca di globalizzazione, gran parte dell'esperienza soggettiva viene accumulata in mondi disancorati, dove le relazioni sociali si estendono su una scala spaziale molto ampia, rendendo sempre più evidenti le caratteristiche dei mass media quali veicoli di contenuti e saperi a partire dai quali creare basi per l'identità di ciascuno. L'assunto principale del libro è che gli spazi di identità si nutrono di risorse simboliche mediaticamente fruibili e si reggono su territori e confini definiti dai processi di interazione comunicativa. Individui e comunità, in più parti del mondo e nello stesso momento, possono attingere ad un ampio spettro di possibilità di vita, costruire modelli e sviluppare aspirazioni più di quanto non fosse possibile in altri momenti storici, grazie alle opportunità offerte da strumenti di comunicazione quali Internet e la Tv satellitare. Nel volume, tali presupposti teorici vengono tradotti empiricamente nell'analisi del ruolo svolto dai mezzi di comunicazione di massa (nuovi e tradizionali) nella relazione con una particolare categoria di pubblico, quello composto da immigrati che possono trovare proprio nei media gli strumenti per la ricomposizione dell'identità in un contesto ospite. Attraverso un percorso di ricerca di tipo etnografico, incentrato sulle pratiche di consumo dei media di alcune famiglie vengono illustrate le modalità attraverso le quali costruire dei percorsi di definizione identitaria mirati sia al recupero o al mantenimento della relazione con la comunità d'origine, sia al confronto e alla mediazione con la realtà italiana.